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Permessi Legge 104: recupero dell'indebito in caso di fruizione contestuale tra familiari

Domenico De Matteis
12 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

L'INPS ha chiarito le conseguenze della fruizione contestuale dei permessi Legge 104 da parte di più familiari che assistono la stessa persona con disabilità grave. Sebbene dal 2022 sia possibile per più lavoratori beneficiare dei permessi ex Legge 104/1992 per il medesimo assistito, resta vietato utilizzare il beneficio nelle stesse ore o nella stessa giornata.
Con la Circolare INPS n. 100 del 18 settembre 2026, l'Istituto ha precisato che, in caso di utilizzo contemporaneo dei permessi, procederà al recupero della prestazione indebita nei confronti di tutti i lavoratori coinvolti.

Permessi Legge 104: cosa è cambiato dal 2022
L'articolo 33 della Legge 104 riconosce ai lavoratori dipendenti il diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito, anche frazionabili in ore, per assistere un familiare con disabilità grave.
Possono accedere al beneficio:
  • genitori, anche adottivi o affidatari;
  • coniuge o parte dell'unione civile;
  • convivente di fatto;
  • parenti e affini entro il terzo grado nei casi previsti dalla normativa.
Fino al 2022 vigeva il principio del referente unico dell'assistenza, che consentiva a un solo familiare di usufruire dei permessi per la stessa persona disabile. Con il D.Lgs. n. 105/2022 questo vincolo è stato eliminato, consentendo a più familiari di condividere il diritto ai permessi.

Permessi 104 per lo stesso familiare: quando sono ammessi
La normativa consente oggi a più lavoratori di assistere lo stesso familiare disabile, ma a precise condizioni:
  1. la fruizione dei permessi deve avvenire in modo alternato tra gli aventi diritto;
  2. deve essere rispettato il limite complessivo di tre giorni di permesso mensile per ciascuna persona assistita.
Ciò significa che i familiari possono alternarsi nell'utilizzo dei permessi, ma non possono beneficiarne contemporaneamente.

Fruizione contestuale dei permessi Legge 104: quando scatta l'indebito
Secondo l'INPS, la fruizione contestuale dei permessi 104 si verifica quando due o più lavoratori utilizzano il beneficio nelle medesime ore o nella stessa giornata per assistere lo stesso soggetto con disabilità grave.
In queste situazioni viene meno il requisito dell'alternatività previsto dalla legge e la prestazione è considerata indebita.

Recupero dell'indebito INPS: come viene calcolato
Uno degli aspetti più rilevanti chiariti dalla Circolare riguarda il criterio di recupero.
L'INPS non attribuisce l'indebito a un solo lavoratore, ma lo ripartisce tra tutti coloro che hanno fruito contemporaneamente dei permessi. Il recupero avviene quindi in misura proporzionale e secondo quote uguali tra i soggetti coinvolti.

Esempio pratico
Immaginiamo due lavoratori, A e B, autorizzati ad assistere lo stesso familiare:
  • il 5 marzo utilizza il permesso soltanto A;
  • il 18 marzo utilizzano il permesso sia A sia B;
  • il 25 marzo utilizza il permesso soltanto B.
In questo caso la giornata del 18 marzo è considerata indebita per entrambi nella misura del 50%. L'INPS procederà quindi al recupero del 50% della prestazione nei confronti di ciascun lavoratore, rapportando l'importo all'orario di lavoro previsto dal rispettivo contratto.

Permessi Legge 104: cosa devono fare aziende e lavoratori
Aziende e dipendenti devono prestare particolare attenzione alla pianificazione dei permessi quando più familiari assistono la stessa persona con disabilità. Una corretta organizzazione evita sovrapposizioni che potrebbero determinare contestazioni da parte dell'INPS e il conseguente recupero delle somme percepite.

In sintesi
La possibilità di condividere i permessi Legge 104 per lo stesso familiare disabile rappresenta una maggiore tutela per le famiglie, ma non elimina il divieto di utilizzo contemporaneo. In caso di fruizione contestuale dei permessi 104, l'INPS considera la prestazione indebita e ne recupera il valore da tutti i lavoratori coinvolti, secondo un criterio di ripartizione proporzionale.
 
 
 

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